Il recente aumento dei prezzi degli hard disk e la perdita dei dati digitali
Gli avvenimenti degli ultimi giorni in Italia hanno evidenziato ancora una volta le carenze strutturali di questo Paese, in termini di tutela e conservazione del territorio: fattori quali incuria, abusivismo edilizio, disboscamento incondizionato si concentrano in un mix micidiale, distruttivo, che colpisce inesorabilmente la stabilitĂ del terreno sul quale sono costruiti le nostre cittĂ .
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Ancora una volta siamo qui a leccarci le ferite e a fare la conta delle vittime e dei danni al patrimonio pubblico e privato, ed inevitabili sono le ripercussioni sull'economia locale e nazionale di tali tragedie ... ma non solo: l'esperienza ci insegna come il disastro ambientale sia in grado di influenzare anche il mercato globale, tramite sensibili variazioni negli equilibri tra domanda ed offerta. Ne abbiamo avuto un recente esempio: alla fine del mese di ottobre una forte alluvione ha colpito la Thailandia, evento che ha messo in ginocchio il Paese, provocando danni enormi all'apparato produttivo, le cui ripercussioni si estenderanno almeno per i prossimi sei mesi.
Nel caso della Thailandia, la calamitĂ naturale ha provocato, ad esempio, un brusco rallentamento nella produzione negli impianti di due dei piĂą grandi produttori di hard disk al mondo, Western Digital e Seagate. In particolare, gli impianti di WD in Thailandia fabbricano circa il 60% della produzione mondiale per il marchio. IDC e iSuppli hanno effettuato delle stime, secondo le quali, nel complesso, l'attivitĂ produttiva per le due aziende si ridurrĂ al 25%, con una diminuzione delle spedizioni, entro la fine dell'anno, di circa 50 milioni. E' inevitabile quindi, a fronte della sostanziale diminuzione dell'offerta, un consistente aumento dei prezzi degli hard disk: i primi effetti si sono avuti quasi immediatamente, con aumenti anche del 40% sul prezzo di alcuni modelli. La situazione, di certo, non presenta margini di miglioramento nel breve termine.
Innegabili, comunque, i danni che le calamità naturali apportano al sistema economico della zona colpita. Le recenti alluvioni sul nostro territorio hanno spazzato via case, negozi, attività produttive: si pensi al caso di Genova, dove il torrente Bisagno si è rimpossessato con forza del suo percorso, riaprendosi un varco tra le strade, le case, gli uffici, le attività produttive della città . A livello macroscopico, il danno alle cose è evidente. Meno percepito, ma sicuramente della stessa gravità sul piano economico, è la perdita di una gran quantità di supporti digitale e di storage, trascinati via dall'impeto delle acque, o il loro danneggiamento derivante dall'allagamento dei locali in cui questi erano ubicati: una consistente e massiccia perdita di dati, fondamentali soprattutto per le attività economiche. Estremizzando un po', la situazione non è dissimile da quella provocata dalla famosa alluvione di Firenze del 66. La prospettiva cambia, ma la sostanza è la stessa: milioni di dati immagazzinati nei libri delle biblioteche fiorentine, patrimonio culturale di inestimabile valore, sono andati perduti o danneggiati dal fango e dall'acqua (carta e supporti digitali, alla fine, non sono così diversi... hanno anche in comune i principali nemici). In quell'occasione, comunque, non tutto è andato perduto, grazie soprattutto all'intervento di quelli che vennero chiamati gli "angeli del fango", e , per fortuna, la stessa cosa vale per i dati su supporto digitale. Come le tecniche di restauro hanno permesso il recupero dei volumi danneggiati dalla forza dell'alluvione, anche le attuali e sofisticate tecniche di recupero dei dati permettono il recupero parziale o totale dei dati contenuti sui supporti tecnologici, coinvolti anche in eventi catastrofici di tale portata.
A tale scopo, Kroll Ontrack ha messo a disposizione la propria esperienza per aiutare le aziende e i privati che, a causa dell'alluvione, hanno la necessitĂ di recuperare i dati dai sistemi IT danneggiati. L'azienda offre fino a fine novembre i propri servizi di recupero dati a condizioni speciali, riservate a tutti coloro che sono stati coinvolti nei recenti eventi disastrosi, per permettere di riprendere il prima possibile le loro attivitĂ di business.
Una considerazione finale è comunque d'obbligo: la speranza è che, in un prossimo futuro, il nostro Paese non sia più costretto ad assistere a disastri di tale portata, che le istituzioni prendano finalmente coscienza dello stato del nostro territorio e che, soprattutto, ci si renda conto che tutto ciò può essere evitato o quantomeno contenuto con efficaci ed efficienti politiche di tutela ambientale, che comportino una maggior tutela del territorio, dei beni e, soprattutto, della vita umana.


